A Leopoli si è tenuta la Terza conferenza ucraina sul calcio adattato: sport, sostegno ai veterani e nuove opportunità di reintegrazione
Il 28 ottobre a Leopoli si è tenuta la Terza conferenza ucraina sul calcio adattato, organizzata da Shakhtar Social. L’evento ha riunito rappresentanti della comunità calcistica, veterani, partner internazionali, psicologi, educatori e specialisti della riabilitazione.

Il 28 ottobre a Leopoli si è tenuta la Terza conferenza ucraina sul calcio adattato, organizzata da Shakhtar Social. L’evento ha riunito rappresentanti della comunità calcistica, veterani, partner internazionali, psicologi, educatori e specialisti della riabilitazione. Tra i partecipanti c’erano Andriy Pyatov, veterani e rappresentanti di organizzazioni che sviluppano lo sport adattato e il sostegno integrale ai difensori dell’Ucraina.
Partner informativo della conferenza è stato il sito «Calcio ucraino».
L’evento è diventato una piattaforma per discutere non solo dei risultati sportivi e delle prospettive del calcio per amputati, ma anche di una questione più ampia: come aiutare chi ha vissuto la guerra e riportato gravi ferite a tornare a una vita sociale, professionale e personale attiva.
Il calcio adattato è più di uno sport
I partecipanti alla conferenza hanno discusso dello sviluppo del calcio adattato per bambini in Ucraina, della collaborazione internazionale, del recupero psicologico dei veterani, del ruolo delle imprese nel sostegno allo sport adattato e delle difficoltà di organizzare competizioni nazionali in tempo di guerra su vasta scala.
Particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione tra Ucraina e Danimarca, che apre nuove prospettive per lo sviluppo del calcio per amputati e per l’applicazione dell’esperienza internazionale.
Dello sviluppo sistemico del calcio adattato per bambini ha parlato Vitaliy Manko, rappresentante dell’Associazione calcistica ucraina, mentre Natasja Vestmo, project manager di FANT, ha presentato l’esperienza internazionale e le prospettive della collaborazione ucraino-danese.
Un tema importante è stato la trasformazione di singole iniziative sociali in programmi duraturi. A questo è stata dedicata la tavola rotonda «Dall’iniziativa sociale al sistema sostenibile», cui hanno preso parte l’imprenditore e investitore ucraino del settore IT Roman Balashov, l’allenatore di Shakhtar Stalevi Bohdan Bilko e il project manager Anton Tykhomyrov.
Resilienza psicologica e reintegrazione completa dei veterani
Uno dei filoni tematici più importanti della conferenza è stata la tavola rotonda «Resilienza psicologica e reintegrazione completa: strumenti di adattamento dei veterani».
Vi hanno preso parte la psicologa e specialista del recupero mentale Halyna Marchenko e Artem Honcharenko, direttore dell’Istituto di reintegrazione, riabilitazione e sviluppo professionale dei veterani «Architettura della resilienza» dell’Università nazionale di edilizia e architettura di Kiev (KNUBA).

Il confronto è stato dedicato al legame tra recupero psicologico, sport adattato, adattamento sociale e realizzazione professionale dei veterani.
Il ritorno alla vita civile dopo i combattimenti richiede spesso non solo il recupero fisico, ma anche un ripensamento degli obiettivi di vita, la ricostruzione dei legami sociali e la ricerca di nuove possibilità di realizzazione personale.
Lo sport adattato ha un ruolo particolare in questo percorso. Il gioco di squadra, i risultati condivisi, il sostegno dei commilitoni e il senso di appartenenza a una comunità sportiva possono favorire il ritorno della fiducia in sé e della resilienza psicologica.
Allo stesso tempo, una reintegrazione riuscita non deve fermarsi al campo sportivo. Dopo la riabilitazione i veterani si trovano davanti a nuove domande: dove studiare, come riqualificarsi, trovare un lavoro, avviare un’attività propria e garantire il benessere della famiglia.
Istituto dei veterani della KNUBA: dalla riabilitazione all’istruzione e al lavoro
Un esempio concreto di questo approccio è l’attività dell’Istituto di reintegrazione, riabilitazione e sviluppo professionale dei veterani «Architettura della resilienza» della KNUBA, diretto da Artem Honcharenko.

L’istituto lavora alla creazione di un sistema completo di sostegno per veterani e veterane, militari in servizio, i loro familiari e le persone colpite dalla guerra.
Il modello di lavoro unisce l’individuazione dei bisogni personali, l’accompagnamento psicologico e sociale e il sostegno nell’accesso ai servizi di riabilitazione, all’istruzione, alla formazione professionale, alla riqualificazione e al lavoro.
La particolarità dell’approccio sta nel fatto che il veterano non è visto soltanto come destinatario di assistenza sociale, ma anzitutto come persona con esperienza, conoscenze, competenze e un notevole potenziale per lo sviluppo della società.
Nell’ambito dell’attività dell’istituto, veterani e loro familiari studiano già in diverse discipline, acquisiscono nuove competenze e opportunità di realizzazione professionale.
Tra gli ambiti figurano edilizia e architettura, tecnologie dell’informazione, cybersicurezza, ecologia, amministrazione pubblica, management e altri settori importanti per lo sviluppo economico e la ricostruzione dell’Ucraina.
Una parte importante del lavoro dell’istituto è la collaborazione con istituti di istruzione, datori di lavoro, organizzazioni della società civile e il Cluster dei veterani dell’Ucraina.
L’obiettivo finale è un veterano occupato o imprenditore, in grado di mantenere la propria famiglia, crescere e partecipare attivamente alla vita della società.
Sport, istruzione e lavoro devono diventare un sistema unico
Una delle conclusioni principali che emergono dai temi della conferenza è la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni sportive, riabilitative, educative e professionali.
Il calcio adattato può essere per un veterano il primo passo verso il ritorno a una vita attiva. La tappa successiva, però, deve essere l’accesso a opportunità che garantiscano la sua indipendenza sociale ed economica nel lungo periodo.
Per esempio, un veterano che partecipa agli allenamenti di calcio per amputati può al contempo ricevere sostegno psicologico, seguire un orientamento professionale, studiare all’università o imparare un nuovo mestiere.
In prospettiva, meccanismi di questo tipo possono mettere insieme club sportivi, università, centri di riabilitazione, organizzazioni di veterani, datori di lavoro ed enti locali.
È importante che il sostegno riguardi anche le famiglie dei veterani, che hanno un ruolo essenziale nei percorsi di adattamento e recupero.
Imprese e partner internazionali, una componente importante dello sviluppo
Alcuni interventi della conferenza sono stati dedicati al coinvolgimento delle imprese nello sviluppo dello sport adattato, al sostegno ai programmi di riabilitazione e alla cooperazione internazionale.
In particolare, Maryna Chekaliuk, direttrice dell’Accademia ucraina di medicina biologica, ha parlato del ruolo della collaborazione aziendale nel recupero, nel contesto della cooperazione con Traumeel S Gel e dello sviluppo dello sport adattato in Ucraina.
Partnership di questo tipo mostrano come organizzazioni sportive, imprese, comunità medica e terzo settore possano unirsi per obiettivi sociali comuni.
Andriy Pyatov: la forza della squadra, il mentoring e la resilienza
Un importante momento conclusivo della conferenza è stata la tavola rotonda dedicata al ruolo della squadra, del mentoring e della resilienza psicologica nello sport professionistico e adattato.
Vi hanno partecipato l’ambasciatore di Shakhtar Social e portiere dello Shakhtar Andriy Pyatov, il veterano del reggimento Azov e giocatore dello Shakhtar Stalevi Vladyslav Klymenchuk, nonché il difensore di Mariupol Volodymyr Vdovenko.

I temi del confronto hanno unito l’esperienza del calcio professionistico, del servizio militare e dello sport adattato. Assumono particolare rilievo il mentoring, il sostegno reciproco e la responsabilità di squadra.
Da singoli progetti sportivi a un sistema stabile di sostegno ai veterani
La Terza conferenza ucraina sul calcio adattato ha mostrato che lo sviluppo di questo sport in Ucraina sta progressivamente superando i confini di singole squadre e competizioni.

Accanto allo sviluppo del calcio per amputati acquistano sempre più peso i temi dell’accessibilità delle strutture sportive, del sostegno psicologico, della collaborazione internazionale, dell’istruzione, del lavoro e della reintegrazione a lungo termine.
Le prime due conferenze ucraine di Shakhtar Social sul calcio adattato si sono svolte a Kiev nel 2024 e nel 2025. Nel 2026 l’evento è stato ospitato per la prima volta da Leopoli.
Il vero successo della reintegrazione non è soltanto il ritorno della persona sul campo sportivo. È la sua possibilità di decidere autonomamente il proprio futuro, studiare, lavorare, avviare un’impresa, sostenere la famiglia e restare parte attiva della società.
È proprio questa collaborazione che può diventare la base di un sostegno duraturo ai veterani e alle veterane ucraini e della costruzione di una società resiliente e inclusiva.